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Curare il reflusso esofageo con la medicina tradizionale cinese

by Alessandra Sodi

Il reflusso gastroesofageo è una problematica di cui spesso sentiamo parlare riferita soprattutto ai nostri bambini: secondo recenti statistiche in Italia si stima che circa il 30% della popolazione soffra di malattia da reflusso esofageo, e la metà delle diagnosi riguarda adulti tra i 45 e i 64 anni. Vogliamo approfondire l’argomento insieme al team di professionisti dello Studio Medico Associato Lancisi Physio.

Il gruppo Lancisi Physio, con le sue diversi sedi a Roma, vanta un team di medici e fisioterapisti esperti nella gestione e nel trattamento di varie forme di lesioni sportive, dolori cronici, lesioni, condizioni pre-operatorie e post-operatorie; uno staff attento a creare trattamenti personalizzati in un’ottica di cura e attenzione verso la persona. Oggi, insieme al dottor Fabrizio Pucello, parliamo del trattamento del reflusso gastroesofageo con la medicina tradizionale cinese.

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Cos’è il reflusso gastroesofageo

Il reflusso gastroesofageo in medicina tradizionale cinese si evidenzia con un malfunzionamento energetico dello stomaco che inverte il suo percorso fisiologico discendente e risale contro corrente. I disturbi più comuni che caratterizzano questa sofferenza gastroesofagea sono: reflusso, gonfiore addominale, bruciori di stomaco, dolenzia e/o peso retrosternale, nausea.

Molte delle persone che soffrono di tali disturbi per questioni di tempo, negligenza, cattive abitudini nell’approccio alle disarmonie fisiche, assumono medicinali, spesso da banco, che svolgono la propria azione tampone e daranno sollievo momentaneo, ma che non arriveranno a curare il sintomo.

Reflusso gastroesofageo: perché rivolgersi alla Mtc

Per un approccio differente volto ad una risoluzione della problematica, consiglio un approccio con la Mtc, medicina tradizionale cinese: essa infatti si basa sullo studio delle disarmonie energetiche dell’individuo. A seconda dei disturbi evidenziati sul paziente, si costruirà un quadro anamnestico personale e lo stesso disturbo potrà essere classificato in reflusso da:

  • Stasi di Fegato con invasione milza/stomaco (bruciore e reflusso acido, irritabilità, cefalea, nausea, alternanza di stipsi e diarrea)
  • Fuoco (oltre ai sintomi sopradescritti si aggiungerà amaro in bocca, secchezza bocca e gola, sensazione di fame, risvegli notturni) e accumulo di Flegma (pesantezza arti, acufeni, vertigini, vista annebbiata, poca concentrazione)
  • Deficit del Qi (energia vitale corretta) di Milza (disturbo che tende a cronicizzarsi, dolore, gonfiore, pesantezza degli arti, sensazioni di freddo, mal digestione, rigurgito notturno, diarrea e/o feci non formate)
  • Ritenzione di cibo (eccesso di cibo)

Reflusso gastroesofageo e dieta

Non meno importanti, ai fini della costruzione di un quadro generale del paziente, sono i fattori emozionali e dietetici. La dieta è intesa sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo: bisognerebbe mangiare il giusto lentamente ad orari regolari, seduti comodi, cibi cotti, masticare bene, si dovrà evitare l’assunzione di alimenti riscaldanti (caffè, alcool, spezie, peperoncino, cioccolato, etc..) o acidi la sera (aglio, insalata, peperoni crudi, pomodori, cipolla, etc..).

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Reflusso gastroesofageo ed emozioni

A livello emozionale invece, deleterie sono le emozioni che tratteniamo e che non evidenziamo, se non nelle nostre elucubrazioni mentali: contribuiscono a creare frustrazioni, risentimenti, rabbia, rimurginii, deviando così il Qi e creando spasmi sulla muscolatura liscia dell’apparato digerente.

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Quali tecniche prediligere per il trattamento del reflusso gastroesofageo

A seconda del quadro clinico evidenziato, le tecniche Tuina (massaggio cinese inteso più come forma terapeutica fatta di manovre e tecniche complementari) da prediligere sono legate alle manovre del massaggio stesso, utilizzando alcuni agopunti specifici sul canale Pericardio, Vaso Governatore, Vaso Concezione, Stomaco e Vescica Biliare, per rettificare il flusso del Qi e scaldare il Jao medio (porzione energetica mediana del canale Sanjao, che favorisce i percorsi dell’acqua ossia Qi e circolazione sanguinea, (questa porzione è deputata alla digestione).

E’ inoltre possibile eseguire tecniche complementari sugli agopunti sia con Coppettazione ( che utilizza delle campane di vetro o plastica per creare una zona vacuum di iperemia) che Moxa (sigaro di artemisia che sviluppa calore benefico sugli agopunti ).

Il consiglio del fisioterapista

Consiglio inoltre di fare regolarmente attività fisica e rimanendo in Mtc, ritengo utili diversi esercizi di Qi Gong, specifici per ristabilire il giusto bilanciamento energetico dei canali sopracitati.

Il dottor Fabrizio Puciello, laureato in fisioterapia presso l'Università Gabriele D'annunzio  di Chieti, Master in riabilitazione del pavimento pelvico ad Udine, è fisioterapista e operatore esperto in Tuina, insegnante di ginnastiche cinesi per la salute, vive e lavora a Roma, presso lo studio Lancisi Physio di Piazza Belotti.

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